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LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

18/12/2021 - Scritto da: Dott. Tommaso Cusimano

La Sindrome del Tunnel Carpale è un disturbo da compressione nervosa che interessa il complesso del polso, della mano e delle dita. Si stima che tra le sindromi neuropatiche periferiche da intrappolamento questa sia la più frequente (fino al 90%). Questa problematica può colpire chiunque anche se l’incidenza è maggiore nella fascia d’età tra i 45 e i 60 anni e circa tre volte superiore nel sesso femminile rispetto a quello maschile. Il tunnel carpale è un canale formato dalla prima fila di ossa della mano e da un legamento proprio dentro il quale vi trovano passaggio quasi una decina di tendini della mano e uno dei cinque nervi principali del braccio: il nervo mediano. È proprio questa struttura nervosa ad essere la protagonista di questa sindrome. La sua irritazione, e conseguente infiammazione, è motivo di sintomi quali dolore, intorpidimento e formicolio di mano e dita; affezioni che molti di noi avranno sperimentato almeno una volta nella vita e che se non trattate tendono a peggiorare nel tempo. La causa della Sindrome da Tunnel Carpale è spesso multifattoriale ed è il più delle volte risultato di un mix di fattori. Per questo è importante effettuare un’anamnesi accurata e un esame obiettivo approfondito che non valuti solo il distretto di mano e polso ma che tenga in considerazione anche eventuali compressioni derivanti dai distretti a monte. Durante la valutazione è infatti essenziale eseguire test provocativi e di neurotensione del tratto cervicale, del cingolo scapolare e del braccio che ci permettono di capire se è possibile trattare il paziente o è necessario prima inviarlo a un medico specialista.

Il trattamento della sindrome da tunnel carpale può essere conservativo o chirurgico a seconda della gravità e della durata dei sintomi ma è doveroso segnalare che questa problematica se trattata tempestivamente assicura tempi di guarigione veloci e riduce in modo sensibile le probabilità di ricorrere alla chirurgia.

Avvalersi di una terapia farmacologica è sempre consigliato solo per brevi periodi come le sarà stato detto. Se non è stata valutata la possibilità di strutturare un trattamento conservativo prima di un eventuale intervento può essere indicata una consulenza fisioterapica!

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