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LA FASTIDIOSA “CERVICALE DA FREDDO”

20/01/2022 - Scritto da: Dott. Tommaso Cusimano

Ci sono persone che al solo sentire la parola “FREDDO” evocano pensieri spiacevoli. Altre invece al minimo spiffero assumono atteggiamenti posturali tali da favorire la comparsa di sintomi dolorosi.

Cosa succede al nostro corpo dal punto scientifico quando ci esponiamo a una condizione climatica bassa?

Per capirlo dobbiamo comprendere per prima cosa quella che è la base di tutto, la neurofisiologia. Il nostro corpo è infatti cosparso dentro e fuori di recettori. Questi sono dei sensori che in base alla tipologia rispondo a stimoli diversi. Generalmente li possiamo dividere in sensori meccanici, chimici e termici, questi ultimi i protagonisti di oggi.

A fronte di un’importante variazione climatica questi recettori termici vengono attivati (in realtà solo sopra una certa soglia) e il nostro sistema nervoso “si sveglia” perché è cambiata una situazione di quiete. Ciò determina una cascata di reazioni nel nostro corpo che iniziano con la piloerezione e l’orripilazione (pelle d’oca). Il nostro sistema nervoso, che interpreta il freddo come un cambiamento pericoloso, crea poi vasocostrizione periferica cutanea richiamando il sangue dalla periferia e dalla cute per portarlo agli organi nobili (cervello, cuore, polmoni). A questo segue la prima risposta di contrasto al freddo, una sorta di iperattività muscolare (il tremolio da brividi), che fa aumentare il tono e le microcontrazioni muscolari, sviluppando calore. Gli atteggiamenti posturali che adottiamo incassandoci, stringendoci a qualcuno o a noi stessi, derivano sempre dal tentativo di generare calore per difenderci dal freddo. Tutte queste reazioni sono riflessi di adattamento comuni a tutti, anche se alcune persone li manifestano in maniera più o meno marcata.

Come si collega la neurofisiologia appena descritta all’esperienza di dolore “cervicale da freddo”?

Per prima cosa è importante ricordare come soggetti diversi esposti alla stessa bassa temperatura, nonostante abbiano gli stessi sensori termici, possono sperimentare esperienze da freddo opposte.

Immaginiamo di far incontrare una persona che per natura ha un buon feeling con il freddo (uno svedese) e una abituata al caldo (uno spagnolo) nella nostra Verona in questi giorni invernali. È presumibile che la loro percezione termica sia diversa.

Lo svedese con buona probabilità si troverà a suo agio (magari avrà pure caldo); lo spagnolo si sentirà a disagio, percepirà freddo in maniera amplificata sia emotivamente che posturalmente e se in passato entrambi hanno avuto problemi cervicali probabilmente sarà il secondo a soffrirne di nuovo.

Non è un caso che in una persona già sensibilizzata, sotto stress e con una ridotta tolleranza individuale ad altri stimoli irritativi, l’esposizione al freddo risulti essere un ulteriore stress (climatico) difficile da gestire e che innesca una serie di risposte esagerate preparando il terreno all’insorgenza di sintomi.

Ma per quale motivo il freddo in alcune persone genera dolore al collo e in altre no?

La differenza importante è se a priori il nostro collo è in salute. Se abbiamo subito dei danni cervicali, abbiamo una ridotta mobilità, abbiamo una muscolatura debole e tesa che già di suo è sofferente, ne consegue che i nostri recettori articolari e muscolari saranno “provati” e una stimolazione termica verrà vissuta in maniera amplificata perché siamo già sensibilizzati. L’esposizione al freddo sarà interpretata come minacciosa e pericolosa creando le risposte adattive di cui abbiamo parlato che porteranno a delle disabilità lievi (rigidità cervicale) o marcate (torcicollo) perché il nostro collo già decondizionato e sofferente non è in grado di sopportare un’ulteriore attivazione muscolare da freddo e si contrae diventando dolente.

In alcuni casi però ci sono persone con forti problematiche al collo che se esposte all’umidità, al freddo o tenendo i capelli bagnati non sperimentano dolore cervicale.

Questo perché anche il nostro sistema di credenze e come siamo stati educati al freddo possono condizionare la nostra esperienza termica al di là degli stimoli da stress.

Riassumendo, il dolore alla “cervicale da freddo” statisticamente lo sperimentano più le persone che hanno già problemi o esperienze negative cervicali. Se ti ritrovi nell’articolo, dopo aver dato la colpa al freddo, fai un check dal tuo fisioterapista di fiducia!

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